top of page
  • Black Facebook Icon
  • Black Twitter Icon
  • Black YouTube Icon

FABIO FOGNINI ANNUNCIA IL RITIRO DAL TENNIS.

12 lug 2025
Tempo di lettura: 2 min

Finisce a 38 anni e dopo una partita stratosferica a Wimbledon, contro Carlos Alcaraz, l'avventura nel mondo del tennis di Fabio Fognini.

Il tennista italiano ha infatti annunciato con una conferenza stampa il suo addio al tennis.



“Credo che questa sia la miglior decisione che possa prendere”, queste le parole del ragazzo ligure dopo aver passato un momento buio, colmo di infortuni e scarso di risultati.


"Gli ultimi anni della carriera sono stati difficili, è arrivato il momento di essere onesto con me stesso. Dopo la partita con Alcaraz non voglio tornare indietro. Ho avuto dei cali nel ranking. Amo questo sport e la motivazione è ancora alta, il tennis mi ha accompagnato per tutta la vita. Ho tanti bei ricordi che conservo nel cuore, qualcosa di speciale. Questo giorno, però, sapevo che sarebbe arrivato".


Prima dell'attuale epoca d'oro, il tennis italiano era sorretto quasi interamente da Fognini (ma è giusto ricordare pure Andreas Seppi). Senza di loro, soprattutto senza il ligure, l’Italia avrebbe rischiato l’oblio tennistico. Non ci sarebbero state bandiere tricolori nei tabelloni principali, né partite da raccontare o da tifare. Fognini ha tenuto accesa la fame, il desiderio e la speranza. Fognini ha spesso diviso: le sue sfuriate, le polemiche, quell’indole impulsiva e talvolta svogliata, ma in fondo è proprio per questo che lo ricordiamo con affetto e gratitudine.


Il talento cristallino di Fognini non è mai stato messo in discussione, ma quali sono stati i suoi risultati?

Top 10 del ranking mondiale , 9 titoli Atp, di cui 8 sulla terra rossa, e soprattutto il trionfo al Masters 1000 di Monte Carlo nel 2019, tuttora unico successo azzurro nel Principato nell’era Open, ma il successo più grande è soprattutto l'affetto che tutti i tifosi gli hanno restituito e che non è mai passato inosservato.

Perchè in fondo, come dice lui, "siamo tutti un po' Fognini".





Articolo a cura di Marco Di Franco

 
 
 

Commenti


bottom of page